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  02 dicembre , 2009       redazione       Attualità    0 Commenti
ITALIA NOSTRA- INCONTRO COSTRUTTIVO

 

ITALIA NOSTRA- SPAZIO PUBBLICO E PAESAGGI SENSIBILI

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articoli di Pino Larocca

«Negli ultimi anni il nostro paese ha registrato un aumento del disordine urbanistico, con interventi che hanno sfigurato un paesaggio baciato dalla natura. In particolare strade, piazze e piccoli slarghi sono stati asserviti ad un uso esclusivamente consumistico diventando grandi e piccoli parcheggi. Tutto questo una cittadina che vuole attrarre turismo non se lo può permettere. Da qui la necessità di individuare nuove strategie per correggere il tiro e recuperare una diversa gradevolezza dei luoghi». Lo ha denunciato il presidente della sezione locale di Italia Nostra architetto Angelo Malatacca nell’introdurre il tema di un grande convegno organizzato presso il Miramare Palace Hotel alla presenza di autorevoli ospiti e di una platea di gente molto interessata tra cui moltissimi ingegneri ed architetti venuti anche da fuori. Italia Nostra era presente in forza, con il presidente regionale Carlo De Giacomo, con il consigliere nazionale Teresa Liguori oltre a tutti gli iscritti ed i simpatizzanti della sezione di Trebisacce. Al tavolo della presidenza, oltre ai vertici di Italia Nostra, l’architetto Mariano Bianchi nella duplice veste di sindaco e di direttore della Sovrintendenza, il presidente dell’ordine degli architetti della Provincia Mario Occhiuto ed il professore Francesco Forte che ha concluso i lavori, ordinario di Urbanistica presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, vero luminare del settore e autore di numerose pubblicazioni in materia urbanistica. A nome personale e della Provincia ha portato il suo saluto il consigliere provinciale Franco Mundo. Tutti i relatori hanno portato la propria esperienza professionale dando al dibattito il proprio contributo. De Giacomo, parlando dei centri storici come scrigni di fascino e di poesia, ha detto che molte piazze, (antiche agorà) e molte strade sono state stravolte e sono diventate “altro” rispetto alla funzione originaria di incontro e socializzazione ed ha ricordato la “mission”, soprattutto sui “sistemi fragili”, di Italia Nostra, che non vuole dire sempre “no” ma pretende “rispetto” per i luoghi. La professoressa Liguori, dopo aver sottolineato la bellezza e la poesia dell’Alto Jonio, ha ricordato gli interventi di protezione di Italia Nostra sul Santuario Delle Armi e sul Pollino. Il presidente degli architetti Occhiuto ha constatato che nonostante i convegni e i fiumi di parole assistiamo al degrado dei luoghi e che occorre riscoprire una nuova sensibilità sia come amministratori che come tecnici perché, ha detto Occhiuto, tutto si realizza con l’avallo dei tecnici. Il sindaco Bianchi ha ricordato la triste eredità di un assetto urbanistico già degradato, con ben 106 scheletri cementizi, assicurando il proprio impegno per salvare il salvabile con il nuovo PSC. Ha concluso da par suo il professore Forte che, partendo dall’attuale “malessere urbano”, ha invitato tutti, soprattutto gli urbanisti, a non avere nostalgia per il passato ma a tornare a mettere l’uomo al centro dello spazio ed a progettare avendo come parametro di riferimento la casa a corte dell’antica Pompei.

 
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Nella cittadina jonica ci sono ben 106 scheletri cementizi, equivalenti ad altrettante incompiute, questa volta di proprietà privata, che contribuiscono a deturpare l’ambiente e ad imprimere poca gradevolezza al paesaggio. Sono il retaggio della storica mentalità, tutta meridionale, di progettare casa pensando non solo alla propria famiglia ma anche a quella dei figli. Non un solo piano quindi, sufficiente ai bisogni personali, ma due-tre piani, magari con terrazzo in attesa di una nuova concessione per andare ancora più in alto. Edifici poi rimasti a metà, magari solo tampognati, che costituiscono un patrimonio negativo per la comunità, che attendono da anni un completamento che forse non avverrà mai perché intanto i figli sono divenuti adulti e il più delle volte hanno dovuto fare le valige in cerca di lavoro e di dignità. «Ne abbiamo catalogato oltre un centinaio – ha detto il sindaco Bianchi intervenendo al convegno di Italia Nostra – ed abbiamo provveduto a sensibilizzare i proprietari i quali spesso hanno alzato le spalle facendo chiaramente capire che non c’è possibilità economica per procedere al completamento. Solo su due fabbricati abbiamo avuto risposte soddisfacenti. Ci rendiamo conto che è poco, - ha concluso Bianchi - ma si capisce bene che non è facile». Anche il presidente della sezione locale di Italia Nostra architetto Angelo Malatacca si è reso conto della reale difficoltà del comune ma ha invitato il sindaco a ricorrere, almeno per il futuro, ad una polizza fidejussoria che leghi i proprietari di nuove costruzioni al completamento dei fabbricati oltre che alla realizzazione delle opere di urbanizzazione previste in progetto». Per il futuro, questa la conclusione, ci si potrà attrezzare, ma per il passato forse c’è poco da fare.

( Pino Larocca)

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