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  31 maggio , 2006       piero.devita       Recensioni    0 Commenti
Un modello di ricerca
 Il lavoro di ricerca sul patrimonio botanico a Trebisacce e nell'Alto Jonio, intrapreso anni or sono dal compianto Enrico Ruscelli, non è andato perduto. Questa bella notizia mi riempie di soddisfazione per­ché ho sempre sollecitato i familiari ad una doverosa continuità".
  
1.Ho accolto, quindi, con gioia questa fatica di Salvatore Noia, genero del nostro botanico scomparso, che con puntualità e premura ha rior­dinato, selezionato, catalogato il materiale disponibile, gli appunti, le riflessioni.
Salvatore Noia ha ulteriormente integrato e arricchito la dotazione at­traverso proprie elaborazioni, nuovi studi e raccolta dati; ha messo a frutto la sua esperienza in merito, maturata sul campo e determinata dai suoi interessi culturali e dalla passione di cultore dì aspetti naturalistici del nostro territorio.
La professione che svolge, nel settore analìtico-chimico-biologico, ha raf­forzato le giuste competenze per un compito-progetto così interessan­te. E' un merito e una qualità che da sempre gli riconosco e che, in questa occasione, intendo sottolineare, per stima e per affetto. Voglio ricordare, perciò, il suo intenso e costruttivo impegno nel socia­le e nelle attività di promozione culturale, condotto con discrezione e con altrettanta determinazione.
Ha elaborato e prodotto interessanti filmati sulla nostra zona, quali // paese delle zagare (Trebisacce), II canto delle sirene (entrambi in collabora­zione con il giornalista Emilio Panio), Albidona e l'evoluzione ne! tempo, Una corsa contro il tempo, manifestazione podistica a livello ecologico, traversata dei Due Mari (Tirreno-Jonio), Trofeo Deliart, corsa podistica, promotore ed organizzatore della più longeva manifestazione sportiva dell'Alto Jonio.
E' stato fondatore e legale rappresentante per venti anni dell' associa­zione culturale "Usalt" (Unione sportiva atletica leggera - Trebisacce). Ha ideato il Museo dell'arte olearia e della civiltà contadina e in se­guito realizzato, insieme ai fratelli Francesco e Renato; la struttura è intitolata al compianto papa Ludovico Noia.
Il Museo, sito nel centro storico di Trebisaccce, affidato alla direzione del sottoscritto, è stato inaugurato ad agosto di quest'anno ed è già meta di tanti visitatori e studiosi.
Questa iniziativa, voluta proprio da Salvatore, è una perla per la nostra comunità e un vanto per la storia e la cultura dell'Alto Jonio. Ho voluto segnalare "atti concreti", non per esaltare la figura del Prof. Noia ma per ringraziarlo per tutto ciò che ha donato finora alla collettività e al territorio.
 
2. Il compianto Enrico Ruscelli aveva elaborato un programma di ricer­ca botanica, un progetto di catalogazione, di classificazione e di studio delle "varietà" presenti nell'Alto Jonio.
Ne discutemmo ampiamente per rendere organica l'indagine e per fis­sare le diverse articolazioni. L'efficacia del progetto prevedeva rileva­menti e campionature su tutto il territorio, dalle marine alla montagna. Si prevedevano necessari collegamenti della botanica con altri ambiti di­sciplinari quali l'etnolinguistica (lessico, dialetto, cultura e le tradizioni popolari, analisi etìmologiche e confronti tra varie comunità locali), l'agri­coltura e i cicli stagionali e le applicazioni in campo medico, alimentare e cosi via. Ia ricerca, inoltre, non poteva trascurare rimandi e collegamenti alla letteratura, alla bibliografia specifica e alla catalogazione delle testi­monianze editoriali, locali e regionali.
Si trattava di un lavoro serio, proiettato nel tempo, da sviluppare per stadi e con criterio scientifico. Ruscelli possedeva sufficiente esperienza, giuste conoscenze teoriche e competenze operative. Divenne perciò possibile il coordinamento e lo scambio con l'Università della Calabria ed in partico­lare col nostro Gruppo di Ricerca, coordinato dal Prof. John Trumper, e coi responsabili dell'Orto Botanico.
Man mano che si procedeva nella raccolta dei dati e nei primi incontri di lavoro, Ruscelli avviò, per gentile e affettuosa disponibilità di Raffaele Galasso, un percorso divulgativo con articoli di stampa attraverso L’Angolo del Botanico, la fortunata rubrica del "II Tiraccio". Parte dei dati raccolti sono stati schedati e studiati dalla figlia Roberta, per proporre una interessantissima tesi di laurea, elaborata e sviluppata dal punto di vista linguistico.
Intanto la Raccolta arricchiva altro materiale, in precedenza catalogato. Dopo questa prima, intensa fase, il cammino fu bruscamente interrotto e definitivamente abbandonato, per la inaspettata e prematura scomparsa del caro Enrico.

3. Gli studi di Ruscelli e di Noia sono ora presentati al pubblico attraverso questo bel libro. Il testo ospita anche qualche testimonianza che ricorda la figura del compianto botanico e una parte di un saggio di etnolinguistica del Gruppo di Ricerca dell’Unical (Proff. Trumper-De Vita-Di Vasto), sulla classificazione botanica nella cultura popolare, apparso sui "Quaderni di Semantica" e significativamente dedicato proprio a Ruscelli. Ho avuto la gioia di seguire, sin dal primo momento, grazie alla cortesia del Prof. Noia, la stesura dell’opera.
Ho apprezzato il livello di qualità dei risultati, la serietà nel trattamento dei dati, la cura nella presentazione degli aspetti lessicali e l’attenzione data ai nomi dialettali.
 
La struttura del libro si suddivide in tre parti:
a) Presentazione delle tabelle dove sono riportate le famiglie, le specie e il nome volgare e dialettale di piante, fiori e funghi dell’Alto Jonio;
b) Un ampio approfondimento, schedatura e richiami storici su piante, fiori, frutti e funghi: caratteristiche, proprietà, coltivazione, trattamento, molteplici usi nella medicina, nell’alimentazione, nella cultura popolare legata al calendario agrario;
e) Un interessante studio sui funghi, sulle varietà, sui centri micologici e la micologia in generale, arricchito dalla presentazione di leggi, decreti e regolamenti per la raccolta, vendita e commercializzazione e i rischi connessi ad un prodotto molto richiesto e consumato nell’Alto Jonio e in Calabria.
La pubblicazione diventa un manuale di botanica e un vademecum per studiosi e appassionati ma anche un importante esempio di come effettuare i rilievi, la campionatura, la catalogaziene e l’analisi dei dati raccolti. Lo scopo scientifico del testo ben si coniuga con quello didattico e divulgativo e mi auguro in una diffusione capillare in ambito scolastico, per le tante "ricerche d’ambiente" e progetti che docenti e alunni affrontano ogni anno, per la conoscenza del nostro habitat e per rafforzare la cultura storico-ambientale. 
Il nostro territorio è caratterizzato tuttora dalla cosiddetta "macchia mediterranea"; è ricco di famiglie, specie, varietà di piante e fiori, piante da frutto, piante officinali e vegetazione spontanea e funghi che il volume ha documentato. Abbiamo un buon patrimonio ambientale degno, perciò, di essere tutelato e conservato. E’ anche questo il merito e il messaggio che giunge dall’opera L’ANGOLO DEL BOTANICO di Salvatore NOIA e che i lettori, le varie organizzazioni, le istituzioni devono saper cogliere.
Piero De Vita*
 

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