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  26 marzo , 2013       piero.devita       Cultura    0 Commenti
SALVATORE PUNTILLO E LE LAUDI DI PASSIONE


SE NON C'E' CHI SOTTERRA IL SEME

NON C'E' CHI MIETA


di

Filomena Minella Bloise



 


Le " Laudi di Passione"
riecheggiano
al Teatro Comunale di Cassano all' Jonio
sull'onda della portentosa voce e magistrale interpretazione
di Salvatore Puntillo

 

L'Antropologia e la Poesia di cui tutti abbiamo bisogno
per comprendere che se non c'è chi semina nessuno potrà raccogliere

 

(Cassano allo Jonio, 2013 Marzo 25)

 

Inizia con le "Laudes Creaturarum" il recital poetico di Salvatore PUNTILLO, organizzato dal noto antropologo cassanese Leonardo ALARIO, presidente dell'IStituto di Ricerca e di Studi di Demologia e Dialettologia, in quel gioiellino che è il Teatro comunale e risuona all'opinione pubblica quasi una overture alle celebrazioni della Settimana Santa.
Salvatore PUNTILLO, attore, drammaturgo, regista, docente presso l'Università di Salerno, vanta origini calabresi- originario di Arcavacata, Rende-  fiero della sua identità, ha il pregio di essersi speso per i giovani e rappresenta significativamente, sulla grande scia della migliore tradizione calabrese, una punta di diamante per insuperata bravura interpretativa. Un curriculum artistico di tutto rispetto il suo, nutrito della lezione di Giorgio BASSANI e Andrea CAMILLERI ed in cui compaiono tra l'altro- per citarne solo alcuni- recitazioni con la regia di Luchino VISCONTI e Nanni MORETTI, come ha ricordato ALARIO, nella sua brillante presentazione, rievocando anche il contributo formativo che l'attore ha offerto ai giovani cassanesi, quando si trattò di portare in scena-correva l'anno 1986- "Antonello Capo Brigante Calabrese".

Le sue "Laudi di Passione", ispirate alla nascente tradizione letteraria italiana, che annovera San FRANCESCO D'ASSISI e JACOPONE DA TODI, sia pure con contenuti e stili differenti, poeti cantori di singolare afflato mistico, sono introdotte dai tamburini e dalla buccina dei giovani cassanesi che, formatisi nel solco della tradizione risalente alla famiglia MARTINO e che annovera maestri dell'accompagnamento musicale durante la famosa processione del Venerdì Santo, secondo le intenzioni della storica Confraternita del Crocifisso, con sensibilià e conoscenze musicali diverse dai loro predecessori, portano avanti questa  tradizione, forieri di quella necessaria evoluzione- auspica l'antropologo- che è alla base della sopravvivenza stessa degli antichi riti.

I passi scelti e recitati da PUNTILLO affondano le radici nell'illustre percorso letterario che ha dato vita alla Sacra rappresentazione:i versetti del Profeta Isaia, i Canti delle anime del Limbo, il Cantico delle Creature, il Pianto della Madonna, nonchè i tanti canti di Annunciazione - "Salutiamo in caritate l'alta Vergine Maria"- e di Passione (alcuni in dialetto calabrese , trascritti dallo scrittore teatrale e studioso di antropologia, Piero DE VITA, di Trebisacce), che hanno ispirato numerosi poeti dinnanzi al mistero della Passione e Morte di Nostro Signore ed alle lacrime della Vergine Maria.

Risuonano nel Teatro Comunale i versi immortali, magistralmente recitati da Salvatore PUNTILLO, creatore di un feed back di rara commozione e sublime catarsi che dalle tavole lignee del proscenio rimbalza potentemente sulla platea e dove l'attore si fa Cristo novello, ma anche Madre addolorata, Nunzio, Popolo, nel ricordare a se stesso ed alle genti l'immedesimazione del mestiere dell'attore che- quando c'è autentica vocazione e talento- genera pathos comunitario- : "Figlio mio diporto, Figlio tua Madre ti scongiura...", "Planga la terra, planga la luna...", Mio fiume anche tu, Tevere fatale...", "Ama Jesù, anima innamorata...", "Angelo di Dio...tutti ì notti prima du sunnu duciu...", "E con un ramo batto di mandorli in fiore, uomini della vanga...", "Il pettirosso che di me è più saggio", " La Porta Santa"- con riferimento all'opera di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI- "Santa maria degli Angeli", Frate Francesco e su tutto "L'Amor de caritate"di quel fra Jacopone, che pazzo d'amore per Dio, c'insegnò -e risuonano ancora nella mente tutti i versi ed i passi  raccolti nella memoria e porti al cuore dalla voce del grande attore- il "giubilo del cuore". 

I testi scelti dall'attore spaziano dall'antichità alla modernità:  Giovanni Pascoli, Giuseppe Ungaretti, Madre Teresa di Calcutta, David Maria Turoldo, Giovanni Paolo II. 
E' fondamentale, come ci insegna Leonardo ALARIO, che la comunità umana partecipi all'effluvio del sangue di Cristo, perchè solo dopo aver partecipato al dramma ed al mistero di quel sangue innocente versato per noi tutti, liberata dal peccato e dall'angoscia della sofferenza, colga l'augurio che "Ogni giorno, al levarsi, sia aurora di perenne resurrezione". 

( di Filomena Minella Bloise )
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