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  26 gennaio , 2013       piero.devita       Attualità    0 Commenti
UNICAL E RICERCA: IMPORTANTE RICERCA PER TRATTARE L'ICTUS



ICTUS: L'UNICAL "PARTORISCE" UN'ECCELLENTE RICERCA


Il gruppo di lavoro della ricerca sull'ictus
Il gruppo di lavoro della ricerca sull'ictus


ARCAVACATA
 - I "padri" di una ricerca d'eccellenza. 

E' stata quella che su cui hanno lavorato, ottenendo dei risultati lusinghieri, in tema di trattamento degli ictus, 
i ricercatori del Dipartimento Farmacobiologico dell’Università della Calabria, diretti dalla dottoressa Diana Amantea. 

L'equipe, attraverso una serie di specifiche ricerche, analisi di laboratorio, studi approfonditi, ha perfezionato una importante ricerca sull’efficacia di
 un farmaco che agisce sul sistema immunitario contro le lesioni neurologiche irreversibili causate dallo “stroke”, cioè dall’occlusione acuta di un ramo terminale dell’arteria cerebrale media che porta a morte il tessuto nervoso nella regione circostante.

La scoperta ha una valenza assolutamente importante in tema sanitario.
 Mai fino ad ora era stato proposto un trial clinico multicentrico randomizzato in doppio cieco per studiare l’efficacia di un farmaco che agisca sul sistema immunitario. Ciò è stato reso possibile grazie ai risultati, coperti da brevetto, di uno studio condotto nel corso dell’ultimo quinquennio dal gruppo di Farmacologia di Base e Traslazionale del Dipartimento Farmacobiologico dell’Università della Calabria, che come detto, è diretto dalla dottoressa Diana Amantea.

Lo studio, effettuato in più step, ha preliminarmente chiarito, mediante una tecnica di gene – profiling, i tipi cellulari coinvolti nella risposta citotossica e citoprotettiva orchestrata dal sistema immunitario nel corso delle fasi più precoci estese fino alle 24 ore dall’evento occlusivo.
 
“Tale iniziale periodo è cruciale – 
dichiara Giacinto Bagetta, ordinario di Farmacologia dell’Università della Calabria – per lo sviluppo successivo del danno al tessuto cerebrale che, purtroppo, si osserva nonostante la perfetta riperfusione garantita dalla somministrazione entro le 5 ore dall’occlusione dell’attivatore tissutale del plasminogeno (rt- PA) che, com’è noto, è attualmente l’unico intervento farmacologico nello stroke e che agisce favorendo la fluidificazione del trombo occludente il vaso”. Nello studiare il sistema immunitario ed il tessuto cerebrale e relative cellule, il gruppo di ricercatori nel mettere insieme le varie osservazioni hanno avuto modo di definire un profilo “multi target” di un ipotetico farmaco neuro protettivo successivamente individuato in una struttura macrolidica simile a quella dell’azitromicina.

Questo farmaco, meglio noto come antibiotico, ha dimostrato - confermano i dati medici - di possedere straordinarie proprietà protettive nei confronti della barriera ematoencefalica che rimane integra anche sotto la più estrema delle condizioni sperimentali di ischemia cerebrale e per lunghi periodi oltre la fase di avvio della riperfusione. I
 risultati ottenuti sono stati presentati per la prima volta nell’ambito del meeting internazionale “Brain Ischemia and Stroke”, tenutosi a Roma dal 12 al 14 dicembre 2012 riscuotendo sentiti apprezzamenti da parte di studiosi del calibro del prof. Gregory Del Zoppo (USA). Una buona occasione in cui un centinaio tra ricercatori di base e clinici prevalentemente europei e statunitensi si sono confrontati con grande interesse e partecipazione.

Per il migliore sfruttamento dei dati sotto brevetto la dott.ssa Diana Amantea è a capo di uno spin off (SNAR&D, Service sto Neurotherapeutics Advancement, Research& Development) attivato presso l’incubatore tecnologico dell’Università della Calabria e che vede la collaborazione di ricercatori di base e clinici già attivi nella realizzazione del progetto clinico.

(FONTE: QUICOSENZA)

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