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  18 novembre , 2012       piero.devita       Cultura    0 Commenti
E' MORTO COSTANTINO FAILLACE
FIGLIO DELL'ALTO JONIO. NATO A SAN LORENZO BELLIZZI. GEOLOGO DI GRANDE PREGIO E DI FAMA INTERNAZIONALE. SCIENZA, SOLIDARIETA' E RADICI SEMPRE CUSTODITE. UNA VITA PER L'ACQUA, L'INSOPPRIMIBILE BENE COMUNE DELL'UMANITA'


E' MORTO COSTANTINO FAILLACE

di Tommaso Orsimarsi


E' senza dubbio straordinaria la vita di Costantino Faillace. Idrogeologo , spentosi il 14 novembre all'età di ottantasette anni, era nato a San Lorenzo Bellizzi il 9 Agosto 1925.Era il primo di nove figli ,che come sottolineava lui stesso, erano stati sparsi per tutta Italia. Dal 1959 iniziò il suo lungo peregrinare per il mondo che ,lo portò con la famiglia, a vivere in ben undici paesi di quattro continenti, impiegato da organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, FAO, Banco Mondiale, Governo Italiano e Governo Tedesco).

Dal 1990 , aveva scelto alla comodità della vita da Idrogeologo pensionato, quella dell'impegno sociale verso i villaggi dell'India, in Poona e Thane, distretti dello Stato di Maharashtra , impegnando in questi progetti anche risorse personali.

La scelta di ritornare tra gli ultimi dei poveri, le era stata suggerita da un episodio accadutogli anni prima, che cambiò la sua vita: fu impossibilitato di aiutare un mendicante , dalla sopraggiunta morte di quest'ultimo , proprio quando aveva capito che il suo presentarsi difronte sbarrandogli la strada, ogni mattina e senza proferire parola, era la richiesta di aiuto, messa in atto in maniera discreta e non molesta. Il mondo continuò per tanto ad avvantaggiarsi del lavoro instancabile di “Tino”, che mirava alla autogestione dei pozzi da parte di quelle popolazioni. Salvò così numerose esistenze, contribuendo proficuamente alla risoluzione di quella che pare sia la prima problematica mondiale , “La gestione delle risorse idriche” .

Amava il suo Pollino, vi ritornava appena poteva, e qualche tempo addietro aveva dato alle stampe il volume “San Lorenzo Bellizzi, Dirimpettaio delle Gole del Raganello e del complesso del Pollino – Guida turistica di San Lorenzo e territori limitrofi, pubblicato dalla Pacini Fazi Editore di Lucca in una ottima veste tipografica. Comprendeva appieno quando straordinario fosse il territorio calabrese e la gente che aveva avuto il privilegio di viverci.

Guardava con piacere e soddisfazione all'Associazione “I ragazzi di San Lorenzo Bellizzi”, attivissima in quel territorio e alle loro iniziative . Guardava entusiastico, all'ultima loro iniziativa “Natura e Cultura sui Sentieri del Parco del Pollino” . Quando uno dei soci Lorenzo Agrelli, gli fece vedere la mia lettera nella quale parlavo di lui, ne rimase piacevolmente colpito. Era instancabile e percepiva, che il tempo che le sarebbe rimasto era prezioso,mi confidò che stava raccogliendo per tanto i suoi ricordi e le sue esperienze , già parzialmente pubblicate nel suo comune di adozione Ciampino ,dove viveva e dove fu insignito della cittadinanza benemerita, con una bella cerimonia ufficiale.

Ma affianco ad un uomo eccezionale c'è sempre una donna che lo è altrettanto , il suo nome è Katerina Shneider , sposata a Nairobi nel 1960 , e che gli ha dato tre figli, a loro e ad agli altri parenti va il pensiero di conforto più caro.

Mi sarebbe piaciuto vederlo, dietro ad una cattedra dell'Università della Calabria ,in occasione di qualche seminario, parlare agli studenti , che preparano la loro carriera e si dovranno cimentare con le stesse esperienze di Tino . E dalle sue stesse labbra, avere impartite quelle conoscenze che parlano di un uomo che in oltre cinquant'anni “ha dissetato il mondo”, non curandosi di essere un cervello in fuga, consapevole che il suo lavoro, la sua perizia, le sua esperienza apparteneva all'umanità, e andava esercitata la dove il mondo la richiedeva.


  Tommaso Orsimarsi


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articolo pubblicato il 16/11/2012 su la folla.it del XX secolo  e su paese24
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BIOGRAFIA

COSTANTINO FAILLACE

di

Francesco CARLOMAGNO


Costantino Faillace è nato a San Lorenzo Bellizzi il 9 agosto del 1925, primo di nove fratelli (tre sorelle e sei fratelli), compie gli studi universitari a Bologna laureandosi in Scienze Naturali e quindi la specializzazione in Idrogeologia. Suo padre Ernesto ha una rivendita di "Sale e tabacchi" e nello stesso locale fa il sarto e vende tessuti.

Tutto ciò farebbe pensare a una situazione familiare molto agiata. Non è cosi. Il commercio si svolge prevalentemente ancora sotto forma di baratto. La vita in paese è difficile. La luce elettrica arriva nel 1951, l'acqua e la strada alla fine degli anni Cinquanta. Da Cerchiara a san Lorenzo, per circa dodici km, c'è una disagiata strada mulattiera. Ernesto lavora lavora sempre. A pranzo va di corsa, tutto fa di corsa. Il tempo è sempre avaro con lui. Non sa cosa voglia dire riposo. I figli debbono mangiare anche nei giorni festivi. Costantino mi racconta che soltanto una volta, ormai in età avanzata, riescono a trattenerlo fuori dal paese per una visita specialistica all'udito. Prova l'apparecchio e dopo un pò esclama: "U' rumurr!". Lo restituisce e non c'è nulla da fare. E' quella l'unica occasione a farlo stare lontano da San Lorenzo per tre giorni. E' stata la vacanza di una vita. In questo contesto cresce Costantino.
Solo una forte volontà, accompagnata dalla consapevolezza di non mollare, gli fa portare a termini i suoi studi. Poi una carriera brillante che lo porta in tutti quattro i Continenti come consulente idrogeologo. Queste le tappe principali della sua carriera: dal 1953 al 1958 lavora in Italia per progetti minerari e di ricerca dell'acqua. Nel 1959 va in Somalia dove vi resta per sette anni in qualità di responsabile del progetto sulla ricerca dell'acqua, ma in Africa vi rimane per 18 anni (Somalia , Uganda, Kenia, Liberia). Nel 1960 sposa a Nairobi Katherina Shneider da cui avrà tre figli. Poi va in America Centrale e in America del Sud per circa 9 anni e principalmente in Costa Rica e Bolivia: Per diversi anni è nell'Asia Centrale (India Nepal, Corea del Sud).

Egli lavorava quasi sempre per organismi internazionali quali IFAD (Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo), OPS (Servizio di progetto di funzionamento delle Nazioni Unite), FAO (Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura) e la GTZ (Agenzia Tedesca per la cooperazione tecnica) I suoi lavori scientifici sono stati pubblicati in inglese, spagnolo e italiano. La conoscenza di cinque lingue lo favorisce nella carriera e gli permette di entrare nella cultura di diversi popoli. Dopo tanti anni di lavoro, arrivato alla pensione non si è messo a riposo. La sua bella casa romana non gli da la serenità anzi lo rende pensoso. Chi ha vissuto per tanti anni in mezzo ai poveri non può fare sonni tranquilli in una casa seppure comoda e piacevole. Costantino Faillace nato in un paese dove la vita era essenziale, cresciuto in una famiglia dove il pane doveva essere spezzato tra nove fratelli è vissuto tra popoli poveri con una coscienza da sempre sensibile alle istanze sociali non si identifica con lo status di pensionato.

Ecco allora la scelta per le tribù indiane. "Dal 1990, Tino, un pensionato idrogeologo internazionale, e sua moglie stanno conducendo la crociata contro la scarsa dispononibilità e sicurezza dell'acqua potabile per i  più poveri dei poveri  in Poona e Thane, distretti dello Stato di Maharashtra (India), usando i loro fondi privati.

Ogni anno lasciano la loro casa di lusso vicino a Roma e passono tre o quattro mesi dell'anno (attualmente sei mesi all'anno) in zone tribali di quei distretti, spesso lavorando 12-13 ore al giorno" (S.D. Limaye, Costantino faillace: Phlantropic Hydrogeologist in "Hidrogeology Journal" 1998, 6:323-324). Già circa 200 villaggi hanno beneficiato dell'acqua potabile. Non solo. Per rendere la loro azione duratura l'attenzione è rivolta verso gli abitanti dei villaggi tribali affinchè imparino a gestire personalmente i pozzi. Sua moglie è impegnata particolarmente nell'assistenza dei bambini poveri in età scolare, sottraendoli così alla strada e allo sfruttamento di ogni genere.

Costantino racconta in una lettera:

"Per tali bambini si aprirà la prospettiva di essere curati. educati ed aiutati a costruire un futuro migliore nel rispetto dei riscattati diritti umani".

L'idea che davvero dovevo fare qualcosa per questi ragazzi s'impose con forza nella mia mente inseguito alla morte di un mendicante che avrei potuto aiutare ma non l'ho fatto... Una notte mi svegliai di soprassalto e, con mente lucidissima, mi resi finalmente conto che il vecchio, in tutti quei giorni, aveva cercato di trasmettermi un messaggio. Voleva chiamare la mia attenzione, implorava aiuto e l'unico modo per farlo era di mettersi in mezzo alla strada impedendo il mio passaggio. Voleva che io mi fermassi, l'aiutassi, facessi qualcosa per lui! Appena mi resi consapevole di ciò, di prima mattina mi recai dal sindaco della città per pregarlo di autorizzare il piccolo ospedale ad accogliere il vecchio; se era necessario, avrei pagato le spese del ricovero. Mi rispose "mi dispiace, è troppo tardi, è morto questa notte verso le due e stanno ora cremandolo" (la sua morte coincideva col mio improvviso risveglio)>>.

Costantino è chiamato familiarmente "Tino" dagli abitanti dei villaggi, dai lavoratori sociali, dai funzionari del governo, dagli amici. E amico è colui che non delude, che non vuole deludere mai e afferma la propria esistenza per l'altro. La scelta di Tino è l'Altro. Nell'incontro con l'Altro egli trova la pace interiore, la serenità. La parola base della comunicazione è Io-Tu, dice Martin Buber. Questa parola base mi fonda come persona nella reciprocità col Tu. E' attraverso l'Altro che io mi rivedo a me stesso, che la mia esistenza trova conferma. E il Tu dell'Altro si arricchisce, si trasforma, cresce in rapporto all'autenticità della mia comunicazione.

Il rapporto Io-Tu è l'epifania dei due soggetti nell'incontro, è il cammino reciproco verso la pienezza dell'essere. E questo cammino è ancora più vero in quanto avviene nella cultura dell'altro, perché Costantino e sua moglie Kathe l'hanno studiata e assimilata. Si ricorda a proposito il loro contributo sullo yoga: Lo yoga come educazione universale per la crescita personale e per la promozione della pace, in "Somatic magazine", primavera-estate, n.4,vol.XI, Novato (California), 1998.

L'andare umile e dimesso ma deciso di Tino facilita l'incontro e si pone verso il Tu con una apertura radicale che stabilisce con immediatezza la parità dei due oggetti nella disponibilità del dare e del ricevere. Tutto ciò dona freschezza e giovialità a quest'uomo ormai maturo, se così si può dire di uomo in cammino. Il paese nativo ha deciso di rendergli onore per i suoi meriti scientifici e umanitari, per i suoi ritorni. Costantino spesso è tornato al suo luogo di origine, però da qualche anno la sua presenza è un'appuntamento atteso. E quel "legame con un passato un pò sbiadito nel tempo" ha ritrovato i suoi colori vivi di una volta di una terra calda e pietrosa.

Francesco CARLOMAGNO







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