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  20 novembre , 2011       piero.devita       La nostra storia    0 Commenti
PADRE BERNARDINO MARIA DE VITA: POESIA DI COSMO OLIVA
Toccante, commovente, poesia di COSMO OLIVA
in memoria di Padre Bernardino Maria De Vita


Ricordando la santità di Padre Bernardino Maria De Vita nel quinto anniversario del suo transito, 26 agosto 2006.
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“Quando io sarò morto, fate festa”.
In una cella dell’infermeria
queste parole verso l’ora sesta,
Fratello Bernardino in agonia,

dicea sommesso e senza alcun rimpianto:
il mondo in fretta ei volea lasciare.
“Maranathà, o mio Signore, accanto,
deh, stammi, e non mi abbandonare”.

Chiudeva gli occhi e l’animo apriva
alla venuta di Gesù Signore,
che dal suo ciel l’anelito sentiva
e riempiva il loco del suo amore.

“No, non partire, padre Bernardino”,
gli amici affranti intorno al capezzale,
con gran tristezza ed, a capo chino,
piengean, sì, affranti per quel finale.

“Il pianto vostro, o amici nel Signore,
sia preghiera lieta che mi doni
la grazia di portare il mio dolore
al trono di Dio in oblazioni.

Vado felice incontro al Dio di Amore,
vi benedico e porto il vostro affetto
insieme a me qual magico calore
che ancor dentro riscalda il mio petto”.

Così diceva verso l’ora nona,
quando il Redentore sulla Croce,
a Dio che il Servo suo mai abbandona,
rese lo Spirto e fu l’ultima voce.

Disse: “Maranatha!” l’ultima volta
e smise di sostare in questo mondo,
e un angelo egli ebbe come scolta
e in terra non fu più un errabondo.

La braccia in croce pose dolcemente
e stette ad esalar l’ultimo spiro,
quando a compieta il cuore della gente
a Cristo chiede luce e il suo respiro.

“Iam lucis orto sidere” in coro
i frati intonano devotamente
presso la Porziuncola, decoro,
gioia e anche perdon per chi si pente,

quando l’alba all’orizzonte preme
e porta luce ai miseri mortali:
questo fu il tempo delle ore estreme
e padre Bernardin spiegò sue ali.

Quivi Francesco “in agonia le braccia”
rese lo spirto ed allora venne in fretta
a prender per mano lui che qui sue tracce
lasciò nella chiesetta benedetta.

Un coro d’angeli accolse Bernardino
e con Francesco in cielo lo portò,
dove il buon Dio un posto sopraffino
al servo buono e fedele rioserbò.

Ora che godi in cielo la tua festa,
proteggi Trebisacce e la sua gente,
conforto dona a chi in terra resta,
ebbe perdon da te e fede ardente.

E benedici ancora me, fratello mio,
accetta questo omaggio e la mia stima,
ridona al cuore mio quel desio
d’essere ancor tuo amico come prima.

Assisi, l’Umbria e la Calabria in festa
ringraziano il buon Dio che volle dare
un saggio di bontà che solo basta,
ché tu di lui sei nobile esemplare.
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Cosmo Oliva
S. Maria degli Angeli, 15 agosto 2011, Assunzione in Cielo della Beata Vergine Maria.

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