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  16 ottobre , 2011       redazione       Cultura    0 Commenti
BROGLIO 2011- CAMPAGNA DI SCAVO
TREBISACCE
CONCLUSA LA 29^ CAMPAGNA DI SCAVO SUL SITO ARCHEOLOGICO DI BROGLIO  CHE SI ARRICCHISCE DI NUOVE SCOPERTE.
di FRANCO MAURELLA

Era il 1978, 33 anni fa, quando l’archeologo Renato Peroni individuò nel pianoro poco distante dall’abitato di Trebisacce, un possibile insediamento Enotrio. Previsione che si avverò subito dopo i primi saggi compiuti su quel terrazzo con una splendida vista sul Golfo di Taranto e sulla Piana di Sibari. Da allora Trebisacce è impegnata a riportare alla luce il villaggio Enotrio di Broglio, obiettivo delle 29 campagne di scavo sinora portate a termine. Dalla conferenza di fine scavo, tenutasi nei giorni scorsi nei locali dell’ex pretura che oggi ospitano i laboratori in cui vengono esaminati e catalogati i reperti, sono emerse le nuove scoperte destinate ad arricchire il patrimonio del Parco archeologico del villaggio Enotrio di Broglio. Conferenza a cui hanno preso parte  l’archeologa Silvana Luppino, direttrice del Museo di Sibari e responsabile dell'area per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ed il professore Tullio Masneri, che da decenni sostiene le ricerche con l'Associazione per la Storia e l'Archeologia della Sibartide da lui presieduta e che si è offerto per la gestione del Parco. Altra associazione, “Euclide” rappresentata dall’avvocato Veronica Puntorieri, ha espresso la disponibilità e il proprio impegno per la ricerca di fondi e lo sviluppo delle strutture didattiche ospitate nella ex-pretura. Gli aspetti politico-amministrativi sono stati evidenziati dagli interventi del vice sindaco Graziano Mandaglio e dal sindaco Mariano Bianchi che, sulla gestione del Parco archeologico aspetta progetti concreti da valutare, mentre ha le idee chiare sulla fruibilità derivante dal sito archeologico. Nei piani del sindaco Bianchi, dovrà essere fruibile il Parco archeologico dopo una serie di interventi tra cui l’installazione di un sistema di videosorveglianza; i locali della ex pretura continueranno ad essere utilizzati dalla equipe di scavo come laboratori mentre il polo museale de   “La fornace” sarà destinato ad ospitare il museo di Broglio, con tutti i reperti emersi dalle campagne di scavo, compresi quelli oggi esposti presso il museo nazionale di Sibari. Ma torniamo alla conferenza conclusiva della 29^ campagna di scavo eseguita dall’equipe dell’Università “La Sapienza” di Roma sotto la direzione del docente-archeologo Alessandro Vanzetti.  Gli scavi si sono concentrati su due aree che vedono impegnati gli archeologi ormai da qualche tempo: riguardano  una grande struttura seminterrata ed i resti di una capanna, ricostruita su sé stessa per secoli. Nell'area della struttura seminterrata è emersa un'ampia vasca, di almeno 5 x 2 metri, che fu soggetta a diversi rivestimenti, due dei quali realizzati in argilla selezionata e che spiccano per la qualità dell'opera. La vasca e i livelli circostanti si datano all'età del bronzo finale (1.150 - 950 ca. a.C.), dopo la fine dei rapporti con i Micenei della Grecia, a seguito del crollo dei palazzi della civiltà cantata da Omero. A lato della vasca, si trovano dei livelli in pietrame, alternati a piani argillosi, sui quali si dovevano svolgere attività di vario genere. Da uno dei livelli in pietrame sono venuti in luce altri due pezzi di cavallini in ceramica dipinta: un muso e un treno posteriore, con la coda. Il muso, in particolare, è molto naturalistico, e reca disegnata, a pittura rosso-bruna, la bardatura. In tutto, i cavallini ritrovati negli anni dall'area di questa struttura sono almeno 4, ma potrebbero essere stati fino a 6, in base al numero di pezzi venuti in luce. Oltre ai cavallini, sono stati scoperti anche i frammenti di almeno 3 cassoni di carretti, che dovevano essere da essi trainati, e alcune ruote.La concentrazione di tali rinvenimenti nell'area della struttura seminterrata desta estremo interesse per l'interpretazione del contesto, il quale sembra sempre più chiaramente aver rivestito anche funzioni rituali o di culto. Le attestazioni di figurine di cavalli in ceramica figulina dipinta sono numerose nella Piana di Sibari, a Amendolara, Broglio, Torre del Mordillo e ora anche non lontano da Francavilla Marittima (rinvenimento dell'Università di Groningen). "Vale la pena di ricordare – puntualizza Vanzetti - che Strabone, nelle sua Geografia, proprio parlando della Piana di Sibari fa riferimento ai cavalli; dice infatti che il fiume Sybaris, l’odierno Cosciale, rende ombrosi (o timidi) i cavalli che vi si bagnano, per cui gli abitanti del luogo li tengono lontani dal fiume. Questa indicazione potrebbe fare riferimento ad allevamenti di cavalli nelle distese della Piana: si tratta forse di una pratica sviluppatasi in continuità con quanto già facevano gli Enotri?" Infine, nell'area della capanna, si è smontato un forno per la cottura di cibi, prelevandolo per ricomporlo in futuro in museo; al di sotto di esso si è rinvenuto un accurato vespaio di frammenti ceramici, realizzato per isolare il forno dall'umidità del terreno. Il forno appartiene a una fase della capanna dell'età del bronzo recente (1.300 - 1.150 a.C. ca.), ovvero al momento dei rapporti più intensi con i Micenei.
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