Home

Articoli

  28 febbraio , 2011       redazione       La nostra storia    1 Commenti
BRIGANTAGGIO - DIBATTITO AL LICEO DI TREBISACCE

CONVEGNO SUL BRIGANTAGGIO

 

Interessante incontro culturale al Liceo Scientifico di Trebisacce sul Brigantaggio. Ribellismo o proposta  politica?....Questo il tema a più voci, su quale si sono confrontati Mario De Bonis e Giuseppe Rizzo, Tullio Masneri e Gianni Mazzei. Animato e costruttivo  il dibattito che ne è seguito. Nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia, parlare del fenomeno del brigantaggio, è occasione per approfondire i vari aspetti, relativi ai problemi post-unitari e gli effetti - di lunga durata- su tutto il territorio nazionale e nel Sud, in particolare ( P. DE VITA)

 

Tavolo dei Relatori. Da sx : De Bonis- Masneri-Mazzei- Rizzo

 

Comunicato stampa

 

" Dibattito sul 150° e brigantaggio"

 

Proseguono con molto seguito e attenzione le iniziative culturali al liceo  “Galileo Galilei” di Trebisacce.  In quest’appuntamento di fine febbraio non poteva mancare un dibattito storico e di attualità: il 150° dell’Unità d’Italia, che deve evitare la retorica, il dispendio di pubblico denaro e tenere presente non solo i soliti “padri della patria” ma anche quelli che non hanno avuto voce o sono stati tenuti all’ombra anche dai libri di storia, imposti nelle nostre scuole pubbliche.

Il tema trattato al “Galilei” è stato questo:  “Brigantaggio-ribellismo o proposta politica”. Il dirigente dell’istituto Tullio Masneri e il prof. Gianni Mazzei, ideatori di queste belle manifestazioni, hanno fatto un’ampia premessa sulla storia unitaria, sulla situazione del Mezzogiorno e sul fenomeno sociale della ribellione delle masse, che sono state costrette a darsi alla macchia, dando vita al brigantaggio postunitario che si è protratto dal 1860 al 1865, con gravissime conseguenze politiche. Gli interventi sono stati intervallati dalla lettura di alcuni pezzi di Vincenzo Padula e da poesie dialettali che riguardano la situazione politica e sociale del 1800 e i briganti calabresi.

 

BRIGANTESSA MICHELINA DE CESARE

Il prof. Mario De Bonis, originario di un paese silano e docente di materie letterarie a Rende, nonché autore di un libro sui bandi nella repressione piemontese, ha tenuto una dettagliata relazione sulla storia del brigantaggio, che non è stato affatto un fenomeno locale ma era già diffuso ai tempi dei Romani. Questo è stato subito confermato dal secondo intervento fatto da Giuseppe Rizzo, coautore di una vasta ricerca sul brigantaggio del Pollino calabro-lucano (La banda di Antonio Franco), citando gli storici Hobsbawm e Broudel, i quali hanno parlato di questo “fenomeno molto antico, diffuso in tutto il Mediterraneo”;  Bertold Brecht aggiunge che “i ribelli sono là dov’è oppressione”.

I relatori hanno subito precisato che quando si parla di brigantaggio si affronta pure un “rischio”, perché lo si può  romanticamente “mitizzare” o  “criminalizzare”, facendo ascoltare una canzone di Leonardo Riccacrdi, del gruppo “Suoni” di Terranova di Pollino, dedicata al capobanda Antonio Franco: “Nisciùno nàsc delinquent”. Rizzo ha proiettato e commentato una serie di foto che spiegano tutte le fasi di questo fenomeno di devianza sociale dell’800: contadini e pastori, donne che arano con i buoi,  ragazzini e ragazzine che, pascolano pecore e porci; ed ecco le scene della ribellione contro i “galantuomini”, gli usurpatori delle terre demaniali. Seguono le foto della ferocissima repressione dei 120 mila Piemontesi contro i 13 mila ribelli, uccisi come “cinghiali”: la fine di Ninco Nanco e lo strazio effettuato sulla brigantessa Michelina De Cesare; e infine, la durissima scelta dell’emigrazione, con i bastimenti e i barconi che ricordano i gommoni dei profughi di oggi.

               

BRIGANTE SPINELLI                                                          BRIGANTE TRANCHELLA

Quindi, il dibattito al liceo “Galilei” è stato di scottante attualità, e ha “provocato” l’intervento di numerosi presenti: Vincenzo Filardi, direttore del mensile “Confronti”, l’ing. Aloia, Antonio Granata, il sig, Corrado e altri;  o Filardi  e il prof. Persichella, docente di filosofia nello stesso liceo di Trebisacce, ha dato inizio all’aspetto più interessante della discussione: “ma i briganti avevano un progetto politico o servivano i Borbone?” .  Si è risposto che i briganti  si accorsero troppo tardi di essere stai usati dai Borbone ma non ebbero la fortuna di studiare: comunque il loro progetto era quello della questione delle terre che toccavano ai contadini, ma lo Stato unitario, rappresentato anche dai vecchi “galantuomini”  borbonici passati trasformisticamente con i liberali, non è stato capace di risolvere la secolare questione meridionale”. Il “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa insegna.

 

PROF. TULLIO MASNERI

 

PROF. GIUSEPPE RIZZO

 


Commenti

mariella biollino
venerdì 13 maggio 2011 00.44
Spettabile redazione,
vorrei, se possibile , mettermi in contatto con il prof. Mario De Bonis citato nell'articolo del 28.02.2011 in occasione di un convegno sul brigantaggio presso il Liceo di Trebisacce.
Ringrazio per l'attenzione .
Cordialmnete
Mariuella Biollino
assessore alla cultura della Provincia di Biella (366.6811782)

Inserisci un commento

Nome (richiesto)

Email (richiesto)

Sito Web

Immagine CAPTCHA
Inserire il codice di controllo: