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  04 agosto , 2010       piero.devita       Arte, Attualità, La nostra storia     alessandria 0 Commenti
DE SETA - RIPRESE A SAN LORENZO BELLIZZI

 

Vittorio De Seta è ancora più vicino all’Alto Jonio. Oltre al famoso cortometraggio “I Dimenticati” del 1959, girato interamente ad Alessandria del Carretto, il regista di origine calabrese, ferma l’obiettivo della sua telecamera anche su San Lorenzo Bellizzi.
Infatti, nel film documentario del 1993, dal titolo “ IN CALABRIA”, nel contesto dell’opera, lo sguardo attento del Maestro fissa alcuni momenti dell’ambiente sanlorenzano. In fase di montaggio seleziona solo taluni particolari. Ne utilizza quelli che rientrano organicamente nel discorso attinente la documentazione storico-antropologica del luogo, di quella Calabria a misura d’uomo e legata alle tradizioni.  
IN CALABRIA è girato su pellicola di 16 mm, per una durata complessiva di 83 minuti; circa cinque minuti di riprese riguardano proprio San Lorenzo Bellizzi: i primi fotogrammi si soffermano sul campanile del paese (immagine-simbolo), sull’acqua piovana che batte incessantemente sulle case e scorre tra i vicoli, stretti e solitari, tra le antiche pietre. Vi sono primi piani significativi del metodo usato da De Seta ovvero “far parlare” le cose senza sovrapposizione di ulteriori linguaggi. In ultimo, alcune bellissime sequenze, effettuate all’interno di un magazzino, riguardano un gruppo familiare alle prese con il rito dell’uccisione del maiale: uomini e donne, in armonia, impegnati nella selezione dei vari pezzi. Tra i sanlorenzari sono riconoscibili Teresa La Froscia, Campolongo Giuseppe, Pittelli Pietro, Antonio “Ruggìro” e altri.
 
Per quanto breve, è un bel documento sul nostro paese. Di questo evento poco si è detto o scritto. Quando ho visto le immagini, ho provato una forte emozione e mi sono commosso. La scelta di De Seta di affidare, ad ambienti di San Lorenzo Bellizzi, profondi significati culturali e condizioni umane mi fa pensare alla felice coniugazione tra l’abitare poeticamente “un luogo” e l’essere “umanità”, contemporaneamente nella storia e oltre la storia. Dunque, assonanze e dissonanze con i tempi della modernità incombenti.
Nel corso dell’ intervista al nostro Regista, (registrata a Sellia Marina,  agosto 1999), il noto critico cinematografico Goffredo Fofi, pone questa domanda: “Si sente specie in IN CALABRIA, una sintonia profonda con il mondo raccontato, un rispetto per la realtà e i tempi della gente, un’apertura all’esperienza, alla conoscenza (…)”. Cosi risponde De Seta: “Non si può andare lì a dire che cosa la gente deve fare. Si riprende ciò che succede. Sono rimasto sempre molto rispettoso, con un coefficiente forte di improvvisazione. A San Lorenzo Bellizzi, un paese con strade larghe anche un metro, siamo arrivati in un giorno di pioggia. A me è piaciuta quella pioggia. Così abbiamo cominciato a girare, due ore, tutti bagnati. Poi, ci sono venuti a dire che stavano uccidendo un maiale. Ci siamo andati con la cinepresa fradicia, con tre lampade da 500 watt che avevamo dietro. Hanno capito che non volevamo barare, si è instaurata un’intesa e le donne si sono fatte riprendere anche da vicino. Questo è il documentario: la non previsione. Montato, sembra tutto armonico, studiato: la pioggia, il maiale, la musica. Qualche volta, rivedendolo, ci casco anch’io. Dopo quarant’anni, non è che impari, ti ritrovi sempre lì a improvvisare.”
L’intervista, dove si cita espressamente S. Lorenzo Bellizzi, è riportata a pag.79 del libro LA FATICA DELLE MANI. Scritti su Vittorio De Seta ( a cura di Mario Capello), collana Real Cinema, Feltrinelli, 2009.
 
Il film documentario IN CALABRIA è un rapporto sulle trasformazioni della nostra regione, in cui convivono arcaiche testimonianze, mestieri tradizionali, consuetudini, canti, socialità e progetti di modernizzazione del territorio calabrese. Vi sono sequenze relative alla costruzione dell’autostrada SA-RC, dell’Unical, di impianti industriali, di cantieri, grossi mezzi per movimento terra e quant’altro ovvero tutto ciò che doveva rappresentare nuovo, lo sviluppo, il progresso. Dell’intero documentario-film e dei problemi che solleva, torneremo successivamente.
Il film-documentario merita una riflessione più particolareggiata.
Intanto, invito gli amici di San Lorenzo Bellizzi e gli amministratori ad un momento di valorizzazione di questo interesse di De Seta per il paese e del passaggio in IN CALABRIA.
 
In occasione del convegno dell’11 agosto sul dialetto, inserito nel cartellone estivo sanlorenzano,
proietteremo spezzoni del film e discuteremo insieme sul da farsi.
 
Prof. PIERO DE VITA

 

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